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Stefano La Rosa: "Le Olimpiadi, il mio sogno che si avvera"

26-05-2016 11:09 - Notizie
Stefano La Rosa in occasione della sua vittoria alla Scalata al Castello (foto organizzatori)
Dalla redazione di Runners.it riceviamo e volentieri, ringraziando, pubblichiamo l´intervista a Stefano La Rosa.


Buongiorno Stefano, se da piccolo ti avessero detto che il 21 agosto del 2016 avresti rappresentato l´Italia della maratona alle Olimpiadi, cosa avresti pensato?
Il sogno di ogni atleta è l´Olimpiade... da piccolo guardavo in TV atleti fortissimi che gareggiavano per il loro rispettivi paesi e mi affascinavo. Ricordo come ieri la gara di Gebrasilassie a Sidney 2000, finendo in una volata storica con Tergat... Ad agosto ci sarò io. Questo è un sogno che si avvera.

E, adesso che mancano pochi mesi all´appuntamento, con quale spirito ti stai preparando e quale risultato speri di raggiungere?
Sono consapevole che sono in preparazione per l´evento sportivo più importante che si possa fare. Non posso dire certo che prenderò sotto gamba la gara, ma mi sto già preparando per essere al meglio nella competizione a cinque cerchi. Il risultato che spero e quello di concludere la fatica avendo dato il 100%.

Quando hai cominciato a credere che il pass per Rio era un obiettivo alla tua portata?
Al termine della maratona corsa a ottobre ad Amsterdam... li mi sono reso conto che le fatiche fatte in preparazione erano poi state ripagate.

Il 1 marzo 2015 a Treviso hai centrato il tuo esordio in maratona con il crono di 2h12´05". Come ti sei avvicinato alla distanza regina? Chi ti ha accompagnato in questo percorso?
È stato un avvicinamento graduale e naturale. Nella prima parte di carriera correvo tanto in pista, dai 1500 ai 10000m. Poi piano piano mi sono spostato nelle gare su strada e sulle mezze. La scelta di correre la maratona è avvenuta perché ero alla ricerca di nuovi stimoli, stimoli che solo una gara con queste difficoltà poteva darmi.

Torniamo invece ancora più indietro nel tempo: come ti sei avvicinato alla corsa?
Come tutti noi grazie all´attività scolastica, con i famosi giochi della gioventù. È stato amore a prima vista.

Qual è stata la più grande soddisfazione raccolta fino ad ora nella tua carriera agonistica?
Sicuramente la prima maratona corsa a Treviso ha un significato particolare. È stata la gara che mi ha fatto pensare che la distanza di maratona era alla mia portata e qui avrei potuto dire la mia.

C´è un atleta che per te rappresenta un modello?
Da piccolo tifavo e guardavo Gebressilassie. Haile era l´atleta per eccellenza, ammiravo anche la sua capacità di proporsi ai tifosi.

Hai avuto la fortuna di correre e allenarti più volte in Kenya e in altre parti del mondo. Quali impressioni ti hanno lasciato queste esperienze e come vedi il mondo della corsa al di fuori dell´Italia?
Si, ho la fortuna di allenarmi con atleti di tutto il mondo, in paesaggi bellissimi e con atleti di culture differenti. Ad ogni stage di allenamento fatto all´estero ritorno con un bagaglio di sensazione e esperienze che nient´altro potrebbe darmi.


Fonte: Carlo Carotenuto

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